Scala dei Turchi a Porto Empedocle

Una delle bellezze della costa agrigentina

La Scala dei Turchi di Porto Empedocle è un'amena scogliera di marna, sulla quale il vento e la pioggia hanno scavato una gradinata naturale. La marna è una roccia sedimentaria a grana fine formata da calcare e argilla dal caratteristico colore bianco.
Lo spettacolo è unico, il bianco degli scogli reso più intenso e abbagliante dalla luce del sole irrompe tra l'azzurro del cielo e il blu del mare: un vero paradiso. Le acque cristalline che lambiscono la sua base ospitano ogni estate numerosi bagnati e amanti della tintarella.
Dalla sommità della scala è possibile ammirare un vasto tratto della costa agrigentina.


Le origini del nome
Questo spettacolo della natura deve il suo nome alla sua particolare conformazione, che ricorda appunto una scala, e a un'antica leggenda, secondo la quale i corsari saraceni (erroneamente chiamati turchi), dopo aver ormeggiato le loro navi in queste acque protette, si arrampicavano tra gli anfratti e le insenature della Scala raggiungendo la cima della scogliera, e da qui partivano per razziare i villaggi della zona.
In realtà è poco probabile che i Turchi o altre popolazioni arabe siano giunte fin qui, ma l'immagine popolare e molto suggestiva ha finito per prevalere sull'attendibilità dei fatti.


Andrea Camilleri
Il famoso scrittore Andrea Camilleri, originario di queste zone, ha inserito una descrizione della Scala dei Turchi di Porto Empedocle in una delle avventure del suo più noto personaggio, il Commissario Montalbano. È proprio a questo paesaggio idilliaco infatti che l'autore ha dedicato alcune pagine de La prima indagine di Montalbano.